
Gli smartphone di ultima generazione ci hanno abituato a specifiche tecniche di altissimi livelli. Processori a quattro core con oltre 1 GB di RAM, fotocamere fino ai 12 megapixel con ogni tipo di features di scatto, interazioni che permettono di conversare addirittura con il device. Ma una parte che non deve mai essere tralasciata riguarda i materiali con cui questi dispositivi devono essere creati.
Alcune aziende hanno intrapreso la linea dell’unibody in alluminio, come HTC, non considerando molto il peso del telefono ma cercando di raggiungere al massimo la continuità della scocca. Per Apple invece l’eleganza ed il design hanno da sempre avuto la massima importanza e per questo la casa di Cupertino ha deciso di porre nei suoi ultimi due modelli di smartphone il vetro sia nella parte anteriore che in quella posteriore. Chi invece ha preferito dare meno peso al telefono, nel vero senso della parola, ha scelto di creare le scocche in vero e proprio policarbonato, o plastica che dir si voglia. Una scelta, ad esempio, che ha da sempre caratterizzato l’intera famiglia Galaxy di Samsung.
L’ultimo nato, il Galaxy S III, possiede nella parte posteriore una scocca in policarbonato di due diverse colorazioni: bianca e blue. La back cover risulta essere davvero molto sottile, esternamente risulta lucida mentre internamente grezza. Abbiamo visto qualche tempo fa come la stessa, per quanto concerne la colorazione blue, abbia avuto alcuni problemi di produzione. A detta di Samsung quel tipo di colore avrebbe creato alcune problematiche nella qualità della scocca e per questo l’azienda ha dovuto modificare la sua catena di montaggio cambiandone la produzione e dunque ritardandone il rilascio.

Per la versione bianca invece il rilascio è stato puntuale come da programma annunciato. Dunque il 29 maggio, visto che su di essa non vi erano stati problemi, la versione Marble White era pronta sugli scaffali. Ma tutto ciò non sembra essere del tutto vero. Infatti alcuni utenti, tra cui me stesso, hanno avuto delle brutte sorprese con la cover in policarbonato della versione bianca.
Come potete osservare dall’immagine infatti ho scoperto che la scocca del mio Samsung Galaxy S III, centralmente sul lato sinistro, all’altezza della clip che sigilla la cover con il resto del corpo del dispositivo ha iniziato a cedere creando una piccola crepa di circa 2/3 millimetri, ben visibile nella parte esterna. Nella parte interna la clip di chiusura risulta completamente spaccata anche se a livello funzionale sembra comunque riuscire a chiudere il dispositivo.

La tanto blasonata cover in policarbonato che Samsung ha dichiarato indistruttibile anche con pieghe importanti della stessa, sembra essere tutt’altro che indistruttibile ed anzi molto fragile visto che il mio Galaxy S III possiede nemmeno una settimana di vita e che la back cover ha subito solo un’apertura, per inserire la micro SIM.
Dopo aver cercato di capire bene se ci fossero altre spaccature ho deciso di chiamare il Call Center di Samsung Exclusive, il Club esclusivo riservato ai possessori di tutti prodotti top di ultima generazione firmati Samsung Mobile, il quale mi ha chiesto di portare nel centro di assistenza più vicino a me il mio Galaxy S III per far visionare agli addetti ai lavori la natura della spaccatura. Mi hanno comunque dichiarato telefonicamente da subito che il dispositivo sarebbe dovuto partire per i laboratori di Samsung di Firenze (io abito in Umbria) in quanto doveva essere visionato dagli esperti per capire se la problematica della back cover fosse dovuta ad un difetto della stessa oppure dovuta al corpo del dispositivo.

La tempistica dichiaratami è stata quella di 3/4 giorni di lavorazione più i relativi giorni di spedizione. Quindi con un massimo di 10 giorni il mio Samsung Galaxy S III sarebbe dovuto tornare nelle mie mani. Lo scorso giovedì 14 giungo dunque, a malincuore, sono passato al centro assistenza e ho lasciato il dispositivo con la cover rovinata. Mi è stato assicurato che, essendo cliente Samsung Exclusive, avrei avuto una corsia preferenziale rispetto agli altri clienti. Lasciatolo nelle mani della commessa e ritirata la ricevuta del rilascio attendiamo che gli eventi lavorativi su di esso facciano il suo corso. Nel frattempo però sono stato contattato da un utente che ha avuto un problema simile.
Infatti anche il nostro amico, Alessandro Cascone, che ha acquistato il suo Galaxy S III, durante i primi giorni dall’uscita, sembra aver avuto problemi importanti con la back cover in policarbonato. Problemi sempre di crepe ma diversi dai miei. Infatti la scocca di Alessandro ha subito dei tagli nelle vicinanze della scritta in rilievo Samsung. Come potete vedere dall’immagine, le crepe risultano essere piccole ma pur sempre presenti, che passano dall’esterno all’interno della cover stessa.

A questo punto mi sovviene la domanda: le nostre cover risultano essere solo sporadici difetti di fabbricazione della back cover oppure quest’ultima non è stata progettata a dovere da Samsung, o magari testata fino in fondo? Oltretutto è possibile che pagando 699 euro uno smartphone possano esserci problemi di questo tipo e che l’utente dopo solo una settimana di utilizzo debba mandare addirittura il device in assistenza invece di ricevere direttamente la nuova cover? Al momento nulla mi è dato sapere, visto anche che il mio dispositivo ancora non è tornato dal centro di riparazione.
Attendiamo dunque che ciò avvenga e nel contempo se avete avuto problematiche del genere con il nuovo Samsung Galaxy S III o magari di qualche altro genere chiediamo di contattarci commentando l’articolo.
Un ringraziamento per la testimonianza ad Alessandro Cascone