
Le radiazioni che un telefono di ultima generazione emette nella quasi totalità dei casi non vengono prese in considerazione quando se ne deve acquistare uno. Ben altre sono le caratteristiche che vengono guardate con parsimonia, dalla fotocamera al processore, dal materiale di costruzione al sistema operativo. Ma risulta sicuramente interessante sapere che se si dovesse guardare l’aspetto delle emissioni radioattive la scelta potrebbe penalizzare l’iPhone di Apple che non sembra tra i migliori della propria classe.
La società che sta dietro la misura della radiazione ha rilasciato un’infografica al quanto inquietante dettagliando i punteggi del SAR (unità di misura della velocità con cui l’energia viene assorbita dal corpo quando è esposta ad una frequenza radio (RF) di campo elettromagnetico) di vari smartphone più popolari del momento.
I risultati parlano chiaro: l’iPhone 4S di Apple ha raggiunto il secondo livello più alto di radiazioni con un punteggio SAR di 1,11 w / kg, avvicinandosi molto a colpire il livello SAR massimo consentito dalla FCC (1,6 w / kg) e triplicando quello ottenuto dal suo diretto avversario il Samsung Galaxy S III. Quest’ultimo infatti si attesta nel fondo del totem con un punteggio SAR di 0,34 w / kg.

Il livello di radiazione così come il tasso di assorbimento specifico è stato a lungo un tema controverso proprio nel campo degli smartphone nonché sugli effetti che questi livelli hanno sui nostri corpi. Ci sono tonnellate di notizie contrastanti ma sembra che l’unica cosa che tutti concordano è che nessuno sa esattamente che tipo di effetti hanno le radiazioni elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari sul tessuto umano.
Tutto ciò che possiamo fare come consumatori per la nostra salute, è di essere cauti con queste tipo di esposizioni. Mentre i livelli SAR e il livello massimo stabiliti dalla FCC sono ben al di sotto del livello al quale le prove di laboratorio indicano effetti nocivi per la salute è sempre meglio sbagliare sul lato della cautela e limitare l’uso quotidiano degli smartphone, anche se, e mi metto in prima fila, è davvero troppo difficile.