
Ogni giorno che passa riusciamo a scoprire qualche dettaglio in più che riguarda l’ultimo gioiello nato dalle mani e dalla mente degli ingegneri Apple. Stiamo parlando del nuovo MacBook Pro Retina che sta venendo analizzato da moltissimi addetti ai lavori per constatarne la reale potenza in tutti i settori.
Lo studio realizzato dal sito giapponese ItMedia, ha constatato che il nuovo MacBook Pro Retina è riuscito a passare indenne, o quasi, le prove termiche più importanti confermando la sua indole da record anche per quanto riguarda il raffreddamento durante l’utilizzo. Il nuovo MacBook Pro Retina è stato sottoposto a tre diverse prove: idle (inattivo), quindici minuti di riproduzione video e massimo carico (benchmark). Anche al massimo della potenza il portatile Apple non ha mai superato i 49 gradi, segno che il sistema di raffreddamento ha lavorato decisamente a dovere.
L’analisi è interessante visto che con il MacBook Pro Retina, Apple ha introdotto un design completamente nuovo. Non solo per il ridotto spessore, sulla falsa riga degli attuali MacBook Air, ma soprattutto per la disposizione delle componenti interne. Dal punto di vista termico infatti sappiamo bene come sia presenti due ventole che assorbono aria dai lati destro e sinistro del portatile e la espellono in corrispondenza della cerniera.

Nelle immagini termiche si può infatti benissimo vedere le due “colonne” di calore che raggiungono lo schermo. Nella situazione di “calma assoluta” la temperatura arriva al massimo a 30 gradi nella parte centrale della tastiera, mentre poggiapolsi e trackpad si fermano a 26 gradi. Dopo 15 minuti di riproduzione video abbiamo rispettivamente 35 e 28 gradi ed un portatile ancora completamente silenzioso come se nulla lo turbasse nelle azioni.

I 40 gradi nella parte centrale, 30 sul touchpad, e le due ventole che arrivano fino a 46 dB, udibili anche in un ufficio con altre persone al lavoro, sono i massimi livelli che il nuovo Mac ha raggiunto con lo sfioramento anche dei 49 gradi nella parte alta della tastiera.
Il lavoro degli ingegneri Apple si è rivelato sopraffino da questo punto di vista. Un risultato che forse non sarebbe possibile con l’assenza di componenti di rilievo come l’SSD.