
Google non è mai arrivata tanto in alto. La diffusione in maniera decisamente esponenziale del suo sistema operativo mobile, Android, sta conquistando più persone di quanto ci si poteva immaginare all’inizio della sua comparsa. La sua natura Open Source lo ha sicuramente privilegiato rispetto al “chiuso” di iOS e per questo, molti utenti, preferiscono cimentarsi in “customizzazioni” dell’interfaccia piuttosto che rimanere fermi e statici. Il successo del sistema ha portato ad aggiornamenti sempre più importanti, con cambiamenti decisivi, che hanno spesso modificato notevolmente le basi grafiche, e non solo, della piattaforma mobile di Google. Vedi in ultimo, l’arrivo di Ice Cream Sandwich, che ha dato una vera ventata di rinnovamento ad Android Gingerbread.

D’altra parte il colosso di Mountain View ha da sempre voluto combattere con i giganti del web, da Microsoft ad Apple, passando per Facebook e tutti coloro che hanno considerato Google come un vero e proprio avversario da temere e da colpire. Ma proprio quest’ultima non si è fatta mai intimorire, anzi, ha realizzato una serie di servizi che l’hanno portata alle vette del sistema informatico. Non ultimo il nuovo sistema operativo Chrome OS che vuole mettere i bastoni tra le ruote a inossidabili cavalieri quali Windows e Mac OS.
Google è pronta a immettere il nuovo Android 5.0, alias Jelly Bean. D’altra parte sta continuando a sviluppare il suo Chrome OS al massimo delle proprie potenzialità. Dunque cosa aspettarsi da questi due assi nella manica di Google? Un cammino ancora separato? Oppure la fusione in un sistema “simil-unico” che possa interagire con l’utente in modo sempre più completo a 360 gradi?
CHROME OS
Google ha cercato di conquistare lo spazio desktop con Chrome OS senza troppa fortuna.
Google ha cercato, sin dall’inizio, di conquistare lo spazio desktop con Chrome OS, ma, finora, con scarsi risultati. 


Per alcuni, un Chromebook sembra ancora meno utile di un netbook, e pagare addirittura un prezzo di 400 e più euro non ha molto senso. Forse su questo piano Google ha ripetuto l’errore fatto con la Google TV, quando, invece di andare con dei processori ARM molto più economici, ha scelto quelli più costosi della Intel. Il futuro speriamo risulti più roseo del passato. Rumor dichiarano che all’orizzonte esistono piani come quelli di Samsung che prevedono Chromebook basati su un processore Exynos molto prestante e di ultima generazione. Ma chiaramente resta da vedere se Samsung riuscirà a porre un prezzo accettabile per esso, visto che l’azienda coreana non è molto conosciuta per ottimizzare i prezzi dei suoi prodotti.
ANDROID
Android è un sistema operativo mobile ormai sempre più popolare. E’ soprattutto un sistema operativo realizzato per smartphone, ma non disdegna l’essere utilizzato per i tablet. Nella sua quinta futura generazione, Android 5.0, potrebbe vedere la convergenza di queste, già ottimali caratteristiche, con quelle tipiche di un sistema operativo per desktop. Il salto potrebbe non essere del tutto immediato e comunque semplice. Ma da quando esiste Chrome OS ho sempre cercato di capire se quest’ultimo avrebbe potuto “dar una mano” ad Android.

Certo l’unione dei due sistemi pone il primo problema importante. Come potrà essere realizzata una UI “simile” per il sistema mobile e per quello desktop? In generale, non risulta conveniente ottimizzare la stessa interfaccia utente in modo tale da avere esattamente lo stesso form su tutta la linea visto che tutto ciò porterebbe comunque uno scompenso da una o dall’altra parte. L’esempio ci viene dato da Windows 8. Microsoft voleva avere la stessa interfaccia utente ovunque, sia sul desktop che sugli smartphone e sui tablet. Per questo prima si è focalizzata sul fattore forma della versione mobile producendo però un’interfaccia utente forse troppo scarsa e atipica per il mondo del desktop.


Google non può utilizzare l’interfaccia utente nell’identica forma sia sui telefoni o tablet che sui Chromebook.
La linea di fondo dunque è che Google non può semplicemente utilizzare l’interfaccia utente nella stessa identica forma sia sui suoi telefoni o tablet che sui Chromebook. Ice Cream Sandwich funziona molto bene sugli smartphone, gira senza problemi sui tablet ma per quanto riguarda l’utilizzo in modalità desktop l’esperienza deve essere di molto migliorata.
Quindi come potranno fare, Larry Page e co, a trovare il terreno “ideale” per una via di mezzo tra tutti questi dispositivi? E’ possibile in futuro avere un sistema unico ma adatto a dispositivi differenti per utilizzo?
La soluzione potrebbe essere forse più semplice di quanto si possa pensare. Google potrebbe infatti realizzare una UI selezionabile in base alle esigenze. Potrebbe inserire nel sistema una “modalità Telefono”, una “modalità Tablet” ed infine una “modalità Desktop” chiaramente con diversi form factor per ogni modalità, in modo da poter esigere per ognuna il massimo delle utilità. L’interconnessione tra le tre modalità, chiaramente, porterebbe ad un passaggio immediato tra di esse. Quindi se si partisse dal possesso di un telefono Android, questo potrebbe facilmente essere “ancorato” ad un monitor o un tablet ed essere in grado di utilizzare la UI tra le modalità Phone, Tablet e PC.

Forse tutto ciò non avverrà realmente. Google potrebbe solamente rinnovare in parte l’interfaccia grafica di Ice Cream Sandwich, magari apportando delle migliorie a livello di tablet, ma tralasciando la possibile convergenza con il suo Chrome OS che rimarrebbe un vero e proprio sistema Desktop per come è stato concepito.